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Intervista a Mario Pupella

Un’Accademia teatrale rende lustro a Palermo
I mille volti dell’artista siciliano Mario Pupella:
da attore a regista, direttore… e tanto altro!



PALERMO-
Mario Pupella (nato a Palermo il 10 aprile 1958) è conosciuto soprattutto come attore e regista italiano, ma forse non tutti ancora sanno che, da qualche anno a questa parte, è anche il direttore artistico del Teatro Crystal di Palermo, dove ha sede la sua Accademia di Teatro. Pupella debuttò giovanissimo, recitando in Enrico IV di Luigi Pirandello. È stato protagonista di diverse opere teatrali di Plauto, Terenzio, Ben Johnson e Molière e anche in vari teatri Greco-romani. Nel 1992 riceve il diploma accademico “honoris causa” dall'Accademia Siculo-Normanna, “per meriti artistici nella recitazione e nella rappresentazione teatrale”. Successivamente si dedica principalmente ai grandi autori del Novecento, curando la regia e recitando in diverse rappresentazioni (come L'uomo dal fiore in bocca, L'uomo, la bestia e la virtù, Chi ha paura di Virginia Woolf e I Malavoglia). Nel Cinema ha debuttato al Festival di Cannes e al "Sundance Festival" di Robert Redford come protagonista del film Angela di Roberta Torre. Ha partecipato alle 2ª e 3ª serie de L'onore e il rispetto di Samperi (con Ben Gazara, Gabriel Garko, Angela Molina e Giuliana De Sio nel ruolo di don Patrono). Ne La Siciliana Ribelle di Marco Amenta è l'antagonista del giudice Borsellino. Ha poi interpretato il ruolo di don Mimì, nel film La matassa con Ficarra e Picone, che ha avuto un grande successo di pubblico. Nel film Giovanni Falcone, dei fratelli Frazzi interpreta il ruolo del boss mafioso Spatola. Nella 3ª e nella 4ª serie della fiction tv Squadra Antimafia, di Beniamino Catena, è invece don Ninuzzo. E' coprotagonista assoluto del nuovo film di Carlo Fusco, Sins Expiation (con Danny Glover, Michel Madsen, John Savage e Steven Bauer). Tra i suoi lavori più recenti, nel 2012 è da evidenziare che è stato protagonista del film Salvo, di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia (con Saleh Bakrit e Luigi Lo Cascio). Molti sono i ruoli che ha interpretato nella sua lunghissima carriera, soprattutto a teatro (dove ha iniziato giovane, interpretando ruoli classici), sia al cinema, dove è approdato in età più adulta, e riscuotendo un grande successo...


Intervista:

Adele Consolo: Signor Pupella, come ha iniziato la sua carriera di artista?

Mario Pupella: Io ho rinunciato alla laurea per fare il teatro, mi mancavano 6 materie dalla laurea in architettura, e mi sono chiesto “Ma tu cosa vuoi fare veramente nella vita?” e mi sono risposto“L’attore!”. Ed allora ho abbandonato...

A.C.: Quindi lei ha iniziato col Teatro a recitare?

M.P.: Si, ho iniziato giovanissimo a recitare al Teatro Biondo di Palermo, ho debuttato con Enrico IV di Pirandello e poi, dopo qualche anno, mi sono messo in proprio...

A.C.: Tra le tante, quali altre commedie o tragedie ricorda con piacere?

M.P.: Ho fatto Il Moliere e tutto il classico latino nei primi anni... Ad esempio ho fatto anche Plauto, Terenzio... Ho lavorato anche con Licata... Poi mi sono messo in proprio, perchè volevo un teatro mio e ce l’ho fatta: prima di dirigere il Teatro Crystal di Palermo, che gestisco ormai da 25 anni, ho avuto anche il teatro Europa.

A.C: E al Cinema quando è approdato invece? E’ memorabile ad esempio il suo ruolo nel film La matassa, con Ficarra e Picone...

M.P: Al Cinema sono approdato in tarda età... ho debuttato nel 2002, con un film, Angela, di Roberta Torre, che è stato accolto al Festival di Cannes. Da là è iniziata appunto la mia carriera cinematografica e televisiva. Per la tv ho fatto due serie di L’onore e il rispetto, di mafia... e poi dei film buoni, come La matassa, La siciliana ribelle... Sono tornato di nuovo al Festival di Cannes l’anno scorso con il film Salvo, che sta girando il mondo, Stati Uniti, Inghilterra, ovunque, anche in Brasile...




A.C.: E chi ha curato la regia di questo apprezzato film? Ci dice qualcosa di più?

M.P: Si, la regia è stata curata da due registi, Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, che sono due autori palermitani, che vivono in parte a Parigi e in parte a Palermo. E’ un film molto particolare, “diverso”, alternativo, direi...

A.C.: Attualmente sta lavorando ad altri progetti cinematografici?

M.P.: In questo momento sto girando un film comico... non che io sia un attore comico, perchè comici si nasce (vedi nella tradizione siciliana i grandi Franco e Ciccio)... però il mio personaggio si inserisce in questo contesto. E’ un film che affronta problemi tragici, in realtà, attingendo alla realtà sofferta di questo momento... però temi trattati con la leggerezza della commedia, ed è ambientato in Sicilia, a Palermo. Purtroppo ancora non posso dire molto altro su questo film...

A.C.: Di recente lei ha dato vita a Palermo a un’Accademia teatrale, ce ne parla?

M.P.: Si, di recente ho aperto questa scuola a Palermo, della quale sono molto orgoglioso, perchè mi dà molte soddisfazioni... Quest’anno fa 20 anni e forma attori che spesso poi incontro a Roma, quando faccio Cinema, ad esempio, altri lavorano a Palermo in delle compagnie oppure qui con me... e cioè, io attualmente attingo dalla mia Accademia, poi i ragazzi si diplomano e alcuni restano a lavorare con me in Teatro, altri prendono altre strade... Alla nostra Accademia, che dura due anni e poi rilascia un Diploma con attestato di merito, si insegna tutto: Recitazione (la insegno io), Dizione fonetica, Canto, Danza, ecc... Si fa un provino con me, qui, al teatro Crystal e poi, se ha un esito positivo, se va bene, si fa l’iscrizione...

A.C.: Che emozioni le dà il Teatro che non trova nel Cinema e viceversa?

M.P.: E’ strano, io in teatro, ad ogni Prima, il cuore mi batte come il primo giorno, come se fossi nell’Enrico IV di Pirandello di tantissimi anni fa, quando volevo scappare, alla Prima della mia vita, al Teatro Biondo... Al Cinema, anche se hai tanta gente davanti mentre reciti, non hai davanti un vero pubblico, ma hai il regista, i tecnici, e l’emozione è diversa... La bellezza del teatro è proprio questa, l’emozione forte che ti dà, ad ogni spettacolo... e la formazione che ti dà... L’attore di teatro di solito ha studiato, ha fatto l’Accademia, ha fatto scuola, non è uno improvvisato... A volte al Cinema invece è un pò diverso, insomma...

A.C.: E come vede i ragazzi che escono da Reality o che sono tronisti e che si improvvisano attori al Cinema?

M.P.: Che ben venga se alcuni vengono da queste realtà, purché a ciò poi segua anche uno studio, un approfondimento per migliorarsi, per diventare dei bravi attori, se vogliono diventare questo...

A.C.: Ha dei rimpianti nella sua carriera artistica?

M.P.: Si, parecchie... Ad esempio mi avevano cercato di recente per il film Le conseguenze dell’amore (2004), il regista Paolo Sorrentino (vincitore agli Oscar quest’anno con il film La grande bellezza) mi aveva cercato quattro volte in un giorno, mi voleva a Roma l’indomani... Io non sono potuto partire quella mattina perchè ero ad Agrigento per uno spettacolo con alcune scuole... Sapevo che la settimana dopo sarebbe dovuto venire in Sicilia e quindi ci saremmo visti comunque, ma alla fine così non è stato purtroppo... e mi dispiace molto... ma ci sono treni nella vita che se non prendi subito al volo poi passano e non puoi prenderli più... Un altro mio rimpianto è stato tre anni fa circa, quando mi ha chiamato il mio agente e mi ha detto che mi volevano su Rai 1, in Prima serata, per una cosa bellissima... Si trattava appunto di televisione, 50 pose, e stavolta non avrei dovuto interpretare più il mafioso, ma un generale... Io ero entusiasta, pensavo che fosse fantastico... ma c’erano due “ma”... Il primo “ma” era che si doveva girare in Colombia e io ho pensato “Vabbè prendo un sonnifero così mi addormento e sull’aereo così non fumo” (e risolvo il problema, visto che sono un grande e accanito fumatore)... Il secondo però era che ti vogliono lì per 7 mesi. E questo è stato molto problematico, perchè non potevo lasciare tutti i miei impegni per così tanto tempo, senza avere almeno un mese o 15 giorni di pausa per tornare e gestire le mie cose a teatro... Il film era Terra ribelle, l’ultimo sceneggiato, di 10 puntate. La mia parte poi la prese Lando Buzzanca. Gli affetti, il lavoro, l’attaccamento alla mia terra mi ha frenato allora, ma non sapevo allora neanche che ci sarebbe stata questa crisi terribile dei nostri giorni... Dovevo essere anche in Russia l’anno scorso con Robert De Niro e con Al Pacino a Roma, la sceneggiatura era già pronta, la parte mia era pronta... e ora avrei un altro progetto in ballo, in America... Diciamo che questi lavori non sono “saltati”, ma i film non partono, perchè con la crisi che c’è ora nel Cinema, non ci sono abbastanza fondi... Ma io spero che, prima o poi, qualcuno di questi validi progetti si sblocchi... E poi farò 2 o 3 pose nel film scritto e diretto da Francesco Benigno, che si chiama Il colore del dolore, e che racconta la sua vita... sicuramente sarà un film interessante ed intrigante, perchè la sua infanzia è stata molto difficile. Con Benigno siamo amici da anni, per cui mi sono anche offerto di prestargli il mio teatro per il secondo ciclo di Casting che lui sta facendo a Palermo per il suo film. Presto ne conoscerò il copione... Nel cast, oltre a me, dovrebbe esserci anche Luigi Maria Burruano, che ha recitato qui al Teatro Crystal e presto dovrebbe tornare con una nuova commedia...


(07/03/2014)
Adele Consolo